Allergie in aumento in Italia nei pazienti pediatrici: consigli per i genitori

Allergie nei bambini: consigli per i genitori - 3C Salute

Allergie in aumento in Italia nei pazienti pediatrici: consigli
per i genitori

Dott.ssa Carmen Maria Letizia Crea

Le allergie sono malattie multifattoriali, cioè determinate da diversi fattori, quali la predisposizione genetica, la familiarità, i cambiamenti climatici, l’inquinamento atmosferico, l’alimentazione e lo stile di vita. Tutti questi elementi possono indurre un’anomala reattività dell’organismo verso alcune sostanze, dette allergeni, che, innocue per molti, determinano, nei soggetti divenuti sensibili, specifiche reazioni immunitarie responsabili delle manifestazioni cliniche.

Negli ultimi anni le persone affette da patologie allergiche sono aumentate. In Italia, ad esempio, la dermatite atopica colpisce circa 490.000 bambini tra i 6 e 12 anni; nella stessa fascia di età sono 1 milione quelli affetti da rinite allergica e sono 630.000 quelli con problemi di asma. Dallo studio ISAAC (International Study of. Asthma and Allergies in Childhood) emerge che la prevalenza di rinocongiuntivite allergica registrata negli ultimi 12 mesi nel nostro paese è del 6.6% nella fascia 6-7 anni e del 17.4% nella fascia 13-14 anni. Per quanto riguarda l’asma, questo stesso studio, ha registrato una prevalenza dell’8.4% nei bambini di 6-7 anni e del 9.5% in quelli di 13-14 anni.

Prick test

Il prick test si esegue applicando una goccia dell’estratto allergenico sulla cute dell’avambraccio, per verificare se si manifestano eventuali reazioni cutanee.

Spesso nei bambini è difficile riconoscere le allergie, soprattutto se si pensa alle allergopatie respiratorie, perché i sintomi iniziali possono essere simili a quelli di una semplice influenza o di un raffreddore. Il genitore deve stare attento ad alcuni particolari, quali la periodicità della comparsa dei sintomi e l’associazione tra un’eventuale fattore scatenate e il peggioramento della sintomatologia.Se si sospetta che il bambino sia allergico, sarà il pediatra che, se necessario, indirizzerà verso lo specialista allergologo. Il primo step nella diagnostica è la visita: la raccolta accurata dell’anamnesi è molto importante per capire i disturbi del bambino e viene quasi sempre seguita dal prick test, un test cutaneo a lettura immediata, semplice e completo, che rivela gli allergeni a cui il paziente è sensibile. Una volta individuata la causa, si prescrive una terapia specifica, che dipende dal tipo di patologia e dalla gravità.

Per alcune patologie esistono delle forme di prevenzione sia ambientale che farmacologica, che possono bloccare la progressione dell’allergia ed evitare la comparsa di patologie più gravi. I bambini manifestano i loro sintomi quando sono a contatto con gli allergeni a cui sono sensibili, perciò i genitori potrebbero prevenire la comparsa della sintomatologia applicando delle semplici norme ambientali.

Oltre alle allergie outdoor, cioè dovute ai pollini di piante e alberi, cause frequenti di patologie allergiche nei bambini sono le cosiddette allergie indoor, cioè legate all’ambiente interno delle abitazioni o ad altri ambienti chiusi come le scuole e le palestre. L’isolamento termico, l’umidità e il riscaldamento di questi ambienti, associati alla scarsa ventilazione, creano le condizioni favorevoli alla proliferazione di alcuni allergeni come gli acari della polvere e le muffe.

Rinocongiuntivite allergica

La rinocongiuntivite è una malattia allergica caratterizzata da starnuti, rinorrea, ostruzione nasale e lacrimazione.

Gli acari sono microscopici animaletti che si nutrono di detriti cutanei umani o animali, prediligono gli ambienti con temperature superiori a 20°, umidità tra 60% e 80% e scarsa illuminazione; si trovano nei materassi, nei cuscini, nelle coperte, sui tappeti, sui divani e sui peluches. Gli acari sono i principali responsabili della rinocongiuntivite allergica, caratterizzata da starnuti a salve, rinorrea, ostruzione nasale e lacrimazione. In questo caso la prevenzione ambientale è importante, soprattutto nella camera da letto: occorre utilizzare sempre coprimaterasso e copricuscino antiacaro, eliminare i tappeti, conservare libri e peluches in librerie chiuse e, soprattutto, aerare quotidianamente la stanza. Stessa attenzione anche per la casa delle vacanze: rimasta chiusa per molti mesi, umida e non ventilata, è l’ambiente ideale per la proliferazione degli allergeni.
Altri allergeni indoor molto diffusi sono le muffe, funghi microscopici che provocano allergia tramite le spore, particelle liberate in aria soprattutto a fine estate e in autunno; esse si possono trovare nel terriccio delle piante e le spore trasportate dal vento possono depositarsi in alcune zone della casa: nei filtri dei condizionatori, dietro al frigorifero, vicino alle finestre. Anche per le muffe è consigliato aerare frequentemente, ridurre l’umidità sotto il 50% e trattare le superfici interessate con specifici prodotti.

In Italia il 17% di bambini di 6 anni possiede un cane e diventa il 27% a 13 anni. Tutti gli animali domestici dotati di pelliccia come i gatti e i cani possono rappresentare una fonte di allergeni o aumentare altri allergeni come gli acari, che si moltiplicano nel loro pelo. Gli allergeni del gatto, poi, sono molto difficili da eliminare, rimangono in sospensione nell’aria per molto tempo e, una volta depositati, persistono su cuscini, divani, coperte e tappeti per anni. Possono aderire agli indumenti e diffondersi ovunque ed è per questo che è frequente trovare allergeni del gatto anche nelle scuole o sui mezzi pubblici, trasportati da soggetti che hanno un gatto in casa. In presenza di bambini allergici al pelo del gatto bisogna evitare che l’animale entri in casa e, soprattutto, nella sua camera da letto.

Un’altra attenzione riguarda i prodotti per la pulizia degli ambienti frequentati dai bambini: quelli che liberano formaldeide, ad esempio, possono irritare le vie aeree.
Il fumo di sigaretta, poi, è responsabile del ripetersi di numerose infezioni respiratorie; sia attivo che passivo, comporta un’irritazione cronica dei bronchi, rendendoli più sensibili a diversi allergeni.

In conclusione, possiamo dire che le allergie sono patologie complesse, che possono essere innescate da molteplici fattori e che possono colpire a qualunque età. I genitori, fin dai primi anni di vita, con semplici e piccole attenzioni all’ambiente, possono migliorare la qualità della vita dei loro figli, evitando il peggioramento delle loro allergie e in alcuni casi anche prevenirne la comparsa.

 

L’articolo è stato pubblicato su Extra Moenia Vol. 13