Riabilitazione e benessere muscolo-scheletrico. Come si integra l’attività del fisiatra con quella del fisioterapista

Intervista di Lorenzo Chierici

Quando si parla di riabilitazione e benessere muscolo-scheletrico è fondamentale capire il ruolo distintivo e complementare della fisiatria e della fisioterapia. La fisiatria, essendo una branca medica, si occupa della diagnosi e dell’impostazione del piano terapeutico, mentre la fisioterapia si concentra sull’esercizio pratico e sull’attuazione delle terapie prescritte. Ma come collaborano queste due figure per il recupero del paziente? La dottoressa Lucia Ricci, medico chirurgo specializzato in fisiatria interventistica, ci accompagna in un viaggio all’interno del Poliambulatorio 3C Salute di Guastalla, dove, coadiuvata da uno staff di alto livello, formato da fisioterapisti specializzati, affronta quotidianamente svariate patologie, con una particolare attenzione a quelle ortopediche. Si parte da una visita approfondita, con relativa ecografia muscolo-scheletrica, per poi procedere con un approccio multidisciplinare e l’individuazione di un percorso di cura. Ma quali sono le tecniche diagnostiche delle patologie più comuni? Quali sono i percorsi terapeutici? Quanto è importante l’esercizio fisico nella prevenzione degli infortuni e nella cura di determinate patologie? Ne parliamo con la dottoressa Lucia Ricci, responsabile del reparto di terapia riabilitativa del Città di Guastalla.

La fisiatria accompagnata dalla fisioterapia per raggiungere risultati importanti

Dottoressa Ricci, che cos’è la fisiatria e come si differenzia dalla fisioterapia?
“Il fisiatra è il medico della riabilitazione quindi colui che si occupa di riabilitare tutte le parti del corpo che sono deficitarie in una funzione per qualche motivo. A differenza del fisioterapista, che si occupa principalmente dell’esercizio terapeutico e quindi di una delle modalità di cura delle patologie fisiatriche, il fisiatra è un medico pertanto fa la diagnosi”.

Esiste quindi una costante correlazione fra fisiatra e fisioterapista?
“Certo, perché le due figure è bene che lavorino insieme per raggiungere un obiettivo comune allo scopo di migliorare la salute del paziente. Il medico fa la diagnosi, determinando così le principali tematiche sulle quali il fisioterapista deve agire e poi, insieme, attuano una cura comune. È meglio sottoporre il paziente alla visita fisiatrica in modo che, definita con correttezza la diagnosi, si riesca a raggiungere il risultato con maggiore efficacia e in un minor tempo”.

Quali sono le patologie o i disturbi più comuni che tratta un fisiatra?
“Il fisiatra si occupa di diversi campi. La riabilitazione può essere quella dell’apparato muscolo scheletrico, dell’apparato neurologico, ma anche di quello cardiovascolare, respiratorio o del pavimento pelvico. Qui al Poliambulatorio 3C Salute di Guastalla ci occupiamo nello specifico principalmente delle patologie ortopediche, quindi di tutti quei disturbi del sistema muscolo-scheletrico che non necessitino, almeno nell’immediato, di una cura chirurgica”.

Visite, diagnostica e trattamenti: come seguire un percorso di cura efficace

Entrando nello specifico, quali sono le patologie più comuni che trattate qui a Guastalla?
“Le patologie più comuni che trattiamo sono le tendinopatie croniche, soprattutto quelle derivate da sovraccarico funzionale, in altre parole la tendinopatia della spalla, quella del gomito o del tendine d’Achille; trattiamo inoltre le patologie degenerative articolari, soprattutto l’artrosi dell’anca, del ginocchio e della spalla e infine le patologie del rachide, cioè della schiena, come le patologie discali e le ernie, oltre a patologie articolari tra le vertebre. Incontriamo spesso anche situazioni specifiche legate all’infanzia e all’adolescenza, come il piede piatto o la scoliosi, oltre a tutte le patologie muscolari che vanno dalle contratture alle lesioni muscolari vere e proprie”.

Dottoressa, qui nel suo studio vediamo un ecografo. Come utilizza un fisiatra tale strumento di indagine?
“L’ecografo è uno strumento importantissimo che ci aiuta ad effettuare la diagnosi durante la visita: in pochi secondi riusciamo a vedere di che cosa si tratti. Ci sono infatti diverse patologie muscolo-scheletriche che hanno sintomi comuni o simili tra loro; l’utilizzo dell’ecografia ci consente di discriminare una patologia tendinea da una ossea e di individuare quale sia la natura principale del problema. Inoltre l’utilizzo dell’ecografo è molto importante per il trattamento: grazie a tale strumento il medico ha la possibilità di utilizzare per la terapia anche le infiltrazioni, molto utili sia per il dolore che per andare a integrare determinate sostanze come, ad esempio l’acido ialuronico. L’ecografo ci mette in condizione di effettuare il trattamento in totale sicurezza: consente infatti di seguire nel dettaglio il movimento dell’ago, che vedremo scendere gradualmente a seconda di dove decidiamo di posizionare la sostanza terapeutica, evitando quindi di colpire strutture nobili come vasi e nervi”.

Terapie fisiatriche e benessere muscolare e articolare

Dottoressa, quali sono le terapie che un fisiatra utilizza con maggiore frequenza?
“Il fisiatra mette in atto diverse terapie: quella farmacologica, che consiste nel somministrare determinate sostanze con specifici dosaggi, ben diverso dall’assumere un antinfiammatorio una tantum poichè ci sono canoni ben precisi da seguire, e quella infiltrativa sia con sostanze farmacologiche antinfiammatorie e antidolorifiche, come ad esempio il cortisone, ma anche con sostanze naturali come l’arnica o anche con sostanze di integrazione come l’acido ialuronico o il collagene. Ci sono inoltre terapie rigenerative come ad esempio il PRP, che deriva dal sangue, o il tessuto adiposo, quindi ricco di cellule staminali mesenchimali. In pratica, attraverso le infiltrazioni il fisiatra può trattare diversi aspetti di una patologia, dal dolore alla rigenerazione all’integrazione delle sostanze mancanti. Grazie all’utilizzo di strumenti specifici è anche possibile iniettare una miscela gassosa di ozono e ossigeno, che serve soprattutto per trattare le patologie della schiena (come le ernie discali e le discopatie), svolgendo nel contempo un’azione antinfiammatoria attraverso l’ossigenazione delle radici nervose e un effetto decontratturante sulla muscolatura. Infine, per le tendinopatie, oltre al collagene si può utilizzare anche l’onda d’urto focale, che è una macchina a utilizzo medico, poiché ha una penetrazione all’interno del corpo molto elevata, che stimola la produzione del collagene e rinforza le fibre tendine”.

Quant’è importante l’esercizio fisico per il benessere muscolare e articolare?
“L’esercizio fisico può prevenire gli infortuni ed è fondamentale per il benessere psicofisico di ogni persona: il rinforzo muscolare permette di mantenere l’articolazione più stabile, mantenendola più in salute nel tempo e riducendo il sovraccarico articolare sulle strutture nobili dell’articolazione stessa. Inoltre l’esercizio fisico permette di liberare sostanze benefiche anche a livello psicologico, come le endorfine che danno un benessere generale alla persona nella sua totalità e permette di mantenere il range di movimento delle varie articolazioni ad un livello ottimale quindi prevenendo poi l’eventuale infortunio o lesione”.

Ci sono esercizi specifici che lei consiglia per migliorare la postura e prevenire problemi magari osteoarticolari o muscolari?
“Risultano fondamentali per la postura tutti gli esercizi di rinforzo del tronco, quindi sia della muscolatura anteriore come gli addominali, sia della muscolatura posteriore come gli erettori spinali, il cosiddetto “core”, che ci aiuta a formare un “bustino naturale” che dà sostegno alla nostra colonna e prevenendo eventuali lesioni e sovraccarichi. È inoltre importante il rinforzo della muscolatura degli arti inferiori, come per esempio quellA dei glutei, fondamentali nella stabilità del bacino durante il cammino”.

Interventi e lesioni, quali sono i percorsi e i tempi di recupero

Come vengono gestiti i tempi di recupero in seguito a un infortunio o a un intervento chirurgico?
“Ogni persona è diversa e ogni lesione o patologia è diversa dall’altra. E’ quindi fondamentale partire da una diagnosi, effettuata attraverso una visita e quando necessario anche attraverso analisi strumentali radiologiche. L’ecografia ci permette di esaminare i tessuti molli come tendini, muscoli e le strutture più superficiali delle articolazioni, la radiografia ci consente di vedere le strutture ossee e, se necessaria, la risonanza magnetica indaga le strutture più profonde. E’ così possibile formulare la diagnosi e ipotizzare di conseguenza i tempi di recupero, in base alla natura ed alla gravità della lesione. Anche il lavoro del fisioterapista è importantissimo perché segue il paziente passo dopo passo, un esercizio dopo l’altro, riuscendo a rendersi conto di quando il paziente sarà in grado di incrementare il carico degli esercizi o di riprendere gradualmente le attività quotidiane”.

A proposito di attività quotidiane, ci sono tante persone che svolgono un lavoro sedentario. C’è la possibilità, attraverso esercizi o un certo tipo di approccio, di prevenire e magari correggere dolori di schiena o patologie legate alle cattive abitudini?
“Anche in questo caso è fondamentale l’attività fisica : per chi sta tanto seduto consiglio di alzarsi regolarmente durante la giornata, magari facendo qualche piccola pausa, oppure di eseguire qualche semplice esercizio praticabile anche in un ufficio, come ad esempio mobilizzare il collo abbassando il mento per rilassare i muscoli posteriori del rachide cervicale, che sono quelli che si contraggono più frequentemente; fare qualche camminata e un po’ di stretching a livello lombare è fondamentale per trascorrere la giornata senza sovraccarichi eccessivi sui dischi. Occorre poi associare a tutto questo un’attività fisica regolare, almeno per due o tre volte a settimana, in altri momenti della giornata; ciò permette di mantenere in salute articolazioni e muscoli”.

Qui al Poliambulatorio 3C Salute di Guastalla fate praticamente tutto?
“Sì, qui a Guastalla abbiamo una palestra attrezzata all’interno di un centro di fisioterapia completo. Io ho la fortuna e il piacere di collaborare con fisioterapisti bravissimi e preparatissimi. Assieme a loro, si parte dalla visita, compresiva di ecografia, per poi definire tutti assieme un piano comune per cercare di aiutare il paziente, sia nell’immediato per combattere il sintomo acuto, sia sul lungo periodo per curare la patologia in modo specifico, per poi spiegargli come va adattato il lavoro svolto insieme alla sua quotidianità, in modo che il paziente stia meglio nel corso degli anni”.

L’importanza della terapia manuale per curare determinate patologie

La terapia manuale è utile per ogni tipo di disturbo? Esistono situazioni in cui non sia raccomanda?
“La terapia manuale è importantissima perché permette al terapista di lavorare soprattutto sulle strutture muscolari, ma anche articolari, potendo effettuare degli esercizi e delle mobilizzazioni che il paziente non sarebbe in grado di compiere autonomamente. Bisogna però stare molto attenti ad alcune condizioni, come ad esempio l’osteoporosi, perché in questo caso l’osso è più debole e quindi si potrebbe rischiare una frattura; da non sottovalutare, per quanto riguarda la schiena, le ernie discali: sono situazioni delicate nelle quali, cambiando i rapporti articolari, si potrebbe avere anche un aggravamento della situazione stessa, soprattutto a livello del rachide cervicale che, essendo molto alto, potrebbe anche provocare un disturbo lungo tutto il corpo. In generale considero la terapia manuale una tecnica molto importante ed efficace, soprattutto per le contratture muscolari, oppure per il recupero del range di movimento laddove questo sia diminuito a causa di una patologia e il paziente non riesca da solo a recuperare la libertà di movimento”.

In seguito a un intervento chirurgico a livello neurologico, quanto è importante la figura del fisiatra per il recupero del paziente?
“Il fisiatra è molto importante anche a livello neurologico, soprattutto a livello ospedaliero, perché si tratta di tessuti nobili che possono anche dare conseguenze molto gravi e quindi è fondamentale effettuare la terapia gradualmente, secondo la diagnosi effettuata, andando passo dopo passo verso il benessere del paziente e stando molto attenti a non creare ulteriori danni in situazioni magari già delicate”.

A cura di Lorenzo Chierici
Ufficio Stampa 3C Salute